Tromso a caccia dell'aurora boreale

Oltre il circolo polare artico, una piccola città accoglie ogni inverno migliaia di turisti a caccia dell’aurora boreale: stiamo parlando di Tromsø che si affaccia sui fiordi norvegesi. Nonostante il freddo pungente, ogni giorno si possono fare escursioni immersi in un paesaggio magico dove la neve bianchissima è una costante. Tutti i turisti vanno a visitare almeno un villaggio Sami, in realtà si tratta di poche tende ad uso esclusivo dei visitatori, dove viene servito un pasto a base di carne di renna e bevande calde, tutt’intorno centinaia di renne vivono indisturbate in riva al mare. E’ comunque interessante scoprire gli usi e le abitudini di questo popolo che è abituato a convivere con condizioni meteo estreme. Stimolante è il giro dei fiordi dove si possono ammirare paesaggi mozzafiato, con luci incredibili, frutto di albe e tramonti lunghissimi. A noi, abituati al nostro mare Mediterraneo, colpisce soprattutto la neve che arriva fino al bagnasciuga, creando contrasti incredibili. Piccolissimi villaggi di pescatori, raggiungibili percorrendo strade perennemente coperte di ghiaccio, sopravvivono grazie alla pesca e stupisce la solitudine che li circonda. Le case tradizionalmente sono rosse, ciò era dovuto all’estrema povertà delle popolazioni che usavano gli scarti del pesce, in particolare il fegato, per dipingere il legno. Nel secolo scorso avere una casa dipinta di bianco o di giallo era sintomo di benessere economico. Oggi si continua ad usare il rosso perché è una nota di colore in mezzo alla neve. Per ultimo, chi va a Tromsø, va a caccia dell’Aurora boreale! Si dice proprio così: caccia! Perché ogni sera si parte e si va dove si pensa che possa spuntare e si aspetta! Non sempre si trova... Noi siamo stati fortunati, dopo alcuni deludenti barlumi verdi, visibili solo con l’occhio della fotocamere, le nuvole si sono aperte ed ecco comparire nel cielo una luce verde che ha danzato qualche minuto regalando a tutti noi un’emozione incredibile! Una danza silenziosa, un mistero che, seppure spiegato scientificamente, crea ansia e stupore, oltre alla consapevolezza di aver assistito ad un fenomeno naturale che trae origine dall’interazione di particelle portate dal vento solare con il campo magnetico terrestre.