
“In un mondo che… non ci
vuole più… il mio canto libero…” con queste parole, prese in prestito dalla
canzone di Lucio Battisti, Grazia Bertano presenta la mostra “Magic World”
dal 18 dicembre al Caffè Côni Veja.
Le fotografie hanno un comune denominatore, sono tutte immagini che
ritraggono luoghi della terra, apparentemente incontaminati. Luoghi deserti
e insoliti, affascinanti e tormentati.
“L’idea di mettere in mostra queste immagini mi è venuta quando mi sono resa
conto che nel mio girovagare avevo raccolto una grande quantità di immagini
che non ritraevano persone o costruzioni ma semplicemente paesaggi
spettacolari, senza nessuna presenza umana.
Boschi incantati nei quali sembra di scorgere i folletti dietro ai tronchi
coperti di muschio, spiagge deserte sotto nuvole color piombo, alberi
scheletrici che tendono i loro rami al cielo come per una muta richiesta di
aiuto, grandi ghiacciai ed isole alla fine del mondo.”
Luoghi, lontani e vicini, luoghi magici, ricchi di fascino e di colori che
aprono la mente per introdurre il visitatore nei paesaggi delle fiabe.
Grandi “meraviglie” che resistono nonostante le violenze quotidiane che
infliggiamo al nostro pianeta, in attesa che i grandi della terra prendano
seri provvedimenti per evitare che il “mondo magico” diventi solo un ricordo
sbiadito... come una vecchia fotografia.
La mostra di Grazia Bertano è una passeggiata nel mondo reale, fotografato
senza filtri, né ritocchi. Ogni immagine è la testimonianza diretta di ciò
che ha visto la globetrotter.
La mostra è stata allestita in collaborazione con CuneoFotografia presso il
Caffè Côni Veja di Cuneo, in Via Roma 43 dal 18 dicembre al 28 febbraio 2010
con gli orari di apertura del locale.
Visita la mostra virtuale
Chiusa
Pesio in occasione del

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18,19,20,21 giugno 2009
mostra fotografica
“AROUND THE WORLD”
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Le immagini sono le sensazioni comunicate con le fotografie di un viaggio.
La fine del mondo è Capo Horn, mitica frontiera dell’avventura. Le emozioni
dei luoghi sono gli attimi fissati nella percezione di tutto quanto si
scopre, prima di arrivare a quella fine. Fotografie come racconto: la
maestosità della natura nel parco antartico, la montagna che si innalza nel
cielo come torre, la tensione delle guglie nell’immenso ghiacciaio che si
frantuma nel lago. Non solo Patagonia ma anche altri paesi significanti:
Indocina e Africa Nera con lo stesso filo conduttore: l’avventura del
viaggio. Ancora fotografie come narrazione: il Laos visto non come
territorio ma come stato d’animo, la Cambogia avvolta dal mistero dei
maestosi templi di Angkor, il Mali con il grande fiume Niger e i Dogon,
ultimi discendenti del popolo delle stelle.
Visita la mostra
virtuale
Mostra nel ristorante il Tucano di
Peveragno dal 27 gennaio al 16 marzo 2009
http://www.il-tucano.it/
Mostra nel Caffe' Coni Veja dal 2
settembre al 13 ottobre 2008
Cuneo - Via Roma
Rassegna stampa
Mostre online

....luoghi della terra
apparentemente incontaminati: deserti e....insoliti, affascinanti e
tormentati....
Meraviglie che resistono
nonostante le violenze quotidiane che infliggiamo al nostro pianeta, in
attesa che i grandi della terra prendano seri provvedimenti per evitare che
il “mondo magico” diventi solo un ricordo sbiadito... come una vecchia
fotografia.

In autunno sono stata a New York, ho visto Central Park in una luce
eccezionale con gli alberi rossi e gialli illuminati dalla luce
autunnale, il tramonto sull'Hudson River dall' Empire State Building, Down
Town, i grattacieli del Financial District immersi nella nebbia autunnale e
tanti angoli noti o quasi sconosciuti che mi ricordavano in ogni istante che
stavo visitando una delle più incredibili città della terra.
New
York è unica, ha fatto da sfondo a centinaia di film!
I
grattacieli, il traffico, le sirene ed i vapori che escono dal pavimento
sono lì per ricordarti che sei a New York!

Gli abitanti della Cambogia sono i diretti discendenti dei Khmer che
hanno costruito i templi del sito di Angkor. Visitando il Laos e la
Cambogia colpisce la gentilezza , la pulizia e l’eleganza dei popoli che
vi abitano. Riesce facile immaginare che tali popolazioni, in tempi
remoti, abbiano costruito le meraviglie che ancora oggi si possono
ammirare nel sud del Laos e nella Cambogia occidentale.
Il tempio di Angkor Wat è il più grande tempio religioso del mondo, il
Bayon con le sue 54 guglie ornate da 216 giganteschi volti di
Avalokiteshvara intimorisce il viaggiatore, il Ta Prohm affascina per le
grandi radici che lo ricoprono trasformando il visitatore in un
esploratore del secolo scorso.
A tutto ciò vanno aggiunti i sensazionali tramonti sul Mekong, i
giovani monaci che vivono nei piccoli e grandi monasteri, i bambini che
ti seguono con lo sguardo senza chiedere nulla e le anziane monache
all’ingresso dei templi.
Immagini e sensazioni che rendono quei luoghi indimenticabili.
Vuoi
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